di CELESTINO CEREDA – FRATELLI D’ITALIA
Ambiente
La mia esperienza decennale sui tavoli europei mi ha consentito di comprendere appieno la valenza della tematica ambientale alla quale fanno riferimento gli aspetti più impensati e apparentemente banali della vita quotidiana di ciascuno di noi.
Ambiente è tutto ciò che ci sta attorno: tutti i settori sono legati da un fil rouge comune: mobilità, climatizzazione, rifiuti, energia tanto per citare i più immediati.Siamo ben consci che l’ambiente non goda di buona salute: è sotto gli occhi di tutti. Le tecnologie hanno favorito il progresso materiale che di per sé non è il male né il bene: dipende da come viene utilizzato.
L’auto:
bene irrinunciabile che necessita di una gestione attenta; lo sappiamo bene noi lecchesi che stiamo pagando a caro prezzo le scelte irrazionali assunte da certa parte politica. Basti pensare alle lunghe code che ostacolano a tutte le ore i nostri spostamenti in qualunque direzione, con tempi e costi a nostro carico. Le auto ferme inquinano e avvelenano l’aria che respiriamo, con buona pace della tanto sbandierata “sostenibilità” disattesa da talune scelte diametralmente opposte attuate da certa politica lecchese e che non può essere liquidata piantumando una manciata di alberelli, disegnando una bicicletta sull’asfalto o, peggio, restringendo le corsie delle auto. Al cittadino lecchese non servono visioni di lungo termine e irrazionali ma soluzioni certe e fruibili, concretizzate da interventi mirati e integrati.
Il territorio :
la mutata realtà climatica è causa di episodi violenti e imprevedibili sul territorio; sappiamo dove sono le criticita’ e prevediamo opere mirate evitando le abituali rincorse dell’ultimo momento. Prevenire meglio che curare.
Il riscaldamento
è responsabile del 40% delle emissioni in atmosfera. Il disboscamento scriteriato ha abbattuto, e abbatte, chi ci risolve il problema della CO2. Sono necessarie politiche di efficientamento energetico, il ricorso a fonti rinnovabili, soluzioni ibride a basso impatto ambientale,
Santoni ambientalisti ed ecologisti discepoli della Thunberg teorizzano taumaturgiche ricette ambientaliste e sventolano le bandiere della “sostenibilità”.
Fratelli d’Italia ritiene sia meglio confacente un atteggiamento più pragmatico e calato sulle reali necessità del territorio, senza fughe in avanti, frutto dell’ideologia fine a se stessa e priva di contenuti.
Due parole sul teleriscaldamento: scelta opinabile, oramai presa; quanto meno limitiamo danni ulteriori. Nel bilancio costi e benefici capiremo, tardi, quanto tale opzione sia stata avventata, al di là dei disagi evidenti. E’ quanto meno discutibile e affrettato quanto apparso sulla stampa che plaude alla realizzazione della centrale di cogenerazione del Caleotto che “consentirà di dismettere progressivamente gli impianti di riscaldamento esistenti , singoli o condominiali”, dagli edifici che verranno progressivamente allacciati alla rete. (Leccoonline del 19.1.26). La riduzione delle emissioni e il risparmio sui costi sono attesi e auspicati, non certi.
Come giustificare tale dismissione dopo che, a seguito di nuove disposizioni legislative nazionali di derivazione europea, si è chiesto recentemente ai cittadini di sostituire le caldaie obsolete (19 milioni il mercato nazionale) con quelle a condensazione?
Qualche dato: in Italia esistono 12,42 milioni di edifici con cica 32 milioni di abitazioni, oltre il 60 % dei quali ha più di 45 anni.
Vero è che il PNRR o altri programmi hanno riconosciuto incentivi ma il cittadino ha comunque dovuto sostenere costi, rimborsabili, in parte, nel lungo periodo.
Probabilmente è sfuggito un dettaglio significativo: la scure del teleriscaldamento si abbatterà sulla filiera del riscaldamento , settore complesso e in evoluzione, con un forte focus su sostenibilità ed efficienza. Essa comprende la produzione di generatori (biomassa, pompe di calore, caldaie), la distribuzione, l’installazione e la manutenzione. Si parla, nel lecchese, di 82 imprese con 4500 dipendenti………..
Due parole sull’altezza dei camini; alzarli non è risolvere il problema delle emissioni: è spostarlo. Per questo motivo è’ necessario e imprescindibile condurre indagini mirate sull’impatto delle emissioni nelle aree limitrofe, ma non solo.
Sensibilità ambientale .
Fondamentale fare cultura ambientale nelle scuole promuovendo l’adozione di comportamenti virtuosi.
Qualità dell’aria:
attuare controlli sistematici, per altro previsti, attraverso l’applicazione della normativa esistente.
Economia circolare :
moderna visione di produzione e consumo che estende il ciclo di vita dei prodotti, riducendo al minimo rifiuti e sprechi. Basato su condivisione, riparazione, riutilizzo e riciclo, trasforma i rifiuti in nuove risorse, contrariamente al modello lineare “estrai, produci, usa e getta” su cui si è basata la filosofia fino a qualche tempo addietro.
In questo l’industria è chiamata e giocare un ruolo fondamentale con una nuova visione, dalla progettazione al fine vita dei prodotti.
Questo nuovo approccio sistemico trascina fatalmente una valutazione sul ciclo dei rifiuti e un minore impatto ambientale grazie a un mutato scenario legato al loro smaltimento.
In conclusione :
ciascuno di noi è responsabile dell’ambiente, attraverso l’adozione di comportamenti consapevoli, concreti e tangibili, al di là delle scelte politiche. E’ necessario ricercare il corretto punto di equilibrio tra le esigenze ambientali e quelle legate alla quotidianità del cittadino. In altre parole un connubio tra risorse naturali ed esigenze economiche della città.
Questo il vero significato di sostenibilità, concreta, viva, reale e non un mero spot propagandistico elettorale.